SERVIZI AI CITTADINI QUARTESI E SPRAR


Quando i lavoratori NON vengono resi partecipi dei progetti riguardanti il loro lavoro è palese che il clima diventi esasperante e la gestione di alcune problematiche si ripercuota sui servizi ai cittadini.

La Giunta Comunale il 14/12/2016 delibera (n.233) la prosecuzione del progetto (esercizi 2014/2016) di accoglienza integrazione per richiedenti asilo e rifugiati, il cosidetto SPRAR. Lo SPRAR è il servizio del Ministero dell'Interno che in Italia gestisce i progetti di accoglienza, di assistenza e di integrazione dei richiedenti asilo a livello locale.

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Nel MANUALE OPERATIVO PER L’ATTIVAZIONE E LA GESTIONE DI SERVIZI DI ACCOGLIENZA INTEGRATA IN FAVORE DI RICHIEDENTI E TITOLARI DI PROTEZIONE INTERNAZIONALE E UMANITARIA vengono evidenziati alcuni elementi essenziali riguardanti il personale impiegato.

Un’équipe multidisciplinare e interdisciplinare

…....Il personale impiegato, pertanto, deve avere competenze e capacità specifiche, con background formativi e professionali, adeguate al ruolo ricoperto e alle mansioni assegnate. Al fine di garantire tutto questo, diventa inevitabile prevedere nelle équipe dello SPRAR personale con esperienza pluriennale.........

-Indicazioni generali delle équipe dello SPRAR

L’équipe è composta sia da personale dell’ente locale titolare della progettazione SPRAR, che dell’ente gestore. L’équipe multidisciplinare deve essere solida, coesa, organizzata, composta da operatori adeguatamente formati e affiancati da specialisti in grado di strutturare un percorso individuale in modo “olistico”

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Il Settore Servizi Socio-Assistenziali con determinazione del Dirigente n.43 del 02/02/2017 e n.53 del 9/02/2017 assegna responsabilità di procedimento e di coordinamento ai dipendenti del proprio assessorato.

In data 03/02/2017 con Prot. Gen.7483 alcuni dipendenti investiti dalla responsabilità del progetto SPRAR scrivono al Dirigente, al Datore di Lavoro, al RSPP, agli RLS, alla RSU, al Segretario generale segnalando la condizione lavorativa ad elevato rischio.

I dipendenti scrivono quanto segue: …...””le scriventi non sono mai state coinvolte in alcun corso di formazione specifico in tema di asilo/immigrazione a cura dell'ente di appartenenza, pertanto NON POSSIEDONO in merito né la formazione richiesta né i 5 anni di esperienza””...........inoltre sottolineano la preoccupazione in merito alle condizioni di sicurezza in cui dovrebbero operare ed un carico di lavoro di 600 ore annue.

A seguire le richieste di chiarimenti degli RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza) del 06/02/2017 prot.gen. 7813 riguardo i rischi connessi alla attività dei lavoratori inseriti nel progetto SPRAR.

Il giorno 08/02/2017 gli R.S.U. (Rappresentanza Sindacale Unitaria) C.G.I.L.(Prot. Gen. 8562) scrivono al Sindaco, al Segretario Generale, all'Ass.re al Personale, a tutti i lavoratori ….riteniamo inaccettabile che l'amministrazione disponga che ben 600 ore lavorative all'anno di quattro assistenti sociali vengano svolte per lo SPRAR distogliendo forze lavoro indispensabili all'assessorato e gravando ulteriormente le assistenti sociali di carichi di lavoro che inevitabilmente non potranno essere evasi a tutto svantaggio dei cittadini quartesi....... ….....contestiamo l'ordine di servizio del Dirigente del settore Servizi Sociali nella parte che obbliga il personale ad effettuare periodiche visite presso le strutture di accoglienza SPRAR nella più totale assenza di informazioni sulle condizioni igienico-sanitarie degli ospiti.........

il giorno 10/02/2017 si riuniscono Datore di Lavoro, Dirigente S.Sociali, RLS, RSPP, Assistenti Sociali.

Lo stesso giorno il Dirigente S.Sociali sospende l'assegnazione del procedimento SPRAR al Servizio Sociale professionale in attesa di approfondimenti.

Gli RLS e gli RSU il 17 ed il 27 febbraio chiedono ulteriori informazioni riguardo la vicenda specificando che senza i requisiti essenziali richiesti dal Ministero si proceda alla revoca dell'ordine di servizio.

Considerando che l'Assessorato ai Servizi Sociali ha un carico di lavoro non indifferente e come in altri uffici soffre la mancanza di personale; tenuto conto di quanto considerato i servizi erogati ai cittadini non riescono ad essere svolti sempre in termini di tempo ottimali; aggiungere un servizio particolare come quello dello SPRAR in queste condizioni non fa altro che indebolire la struttura dei servizi sociali per il cittadino

SE NON SI HANNO I REQUISITI ESSENZIALI E SI AGGRAVANO LE CONDIZIONI DI RESA DEI SERVIZI AI CITTADINI CHI CI IMPONE DI PROSEGUIRE????

CHI NE TRAE VANTAGGIO????? I QUARTESI NO !!!!!!!!


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